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giovedì 6 settembre 2007

Varie vicissitudini


Oggi è stata una giornata fruttuosa... non per me, perché ho solo sprecato benzina allo scooter, ma per il blog. Sono stato un po' in giro per rintracciare personaggi che fanno perdere le proprie tracce.

Situazione n.1
Alla ricerca del debitore perduto.
Stamattina avevo lasciato l'antenna gps a casa e non ho potuto utilizzare il navigatore, così ho stampato una mappa in ufficio e sono partito alla ricerca del nostro eroe. Ero in un paesino alle porte della città e riesco ad arrivare nella zona. Ci sono alcune zone dove il degrado si mostra anche nella mancanza dei numeri civici, dalla mancanza di citofoni, di targhette sulla porta ecc... questa zona era una di queste
Lascio la moto, e vedo una signora che mi scruta dal secondo piano di una palazzina. Questa mi vede fare un po' avanti e indietro indeciso e alla fine sopraffatta dalla curiosità mi chiede:
-Cerca qualcosa?
-Sì, cerco via Xxxxx
-Ah, è questa.
-Bene. Senta cerco il numero 15.
-E' questo.
-Ah. Che fortuna signora... senta... e per caso conosce la signora Xxxxx?
-Sono io!!!

Rimaniamo sbigottiti entrambi, poi lei fa:

-Ma lei chi è?
-Sono qui per le rate arretrate. (attimi di silenzio da parte sua)
-Se me lo diceva prima, non la aiutavo.


Situazione n.2
Che faccio?
Avete presente quelle case che hanno la porta sulla strada e appena entrati trovi la scala lunga e ripida che vi porta al primo piano dove c'è la casa vera e propria? Beh, se trovate questo cartello (beh, cartello è dire troppo, diciamo una pagina di quaderno attaccata al muro) davanti alla porta, che fate?
Premetto che di urlare per chiamarli non se ne parla neanche, visto che oggi è stata una giornata bella fredda e avevano anche le finestre chiuse. Io ho bussato un paio di volte poi ho lasciato un bigliettino sotto la porta e me ne sono andato sotto lo sguardo attento degli abitanti del vicolo.

Consigliatemi voi un metodo originale per poter attirare la loro attenzione.

p.s. Escludendo il nome è riuscito a scrivere sbagliate 3 parole su 3, un fenomeno. La foto l'ho scattata col cell. solo per voi. Ringraziatemi!!


Situazione n.3
Cielo, mio marito!!!
Oggi ho provato attimi di terrore, di paura, di orrore... e tanta vergogna.
Vado a casa di una signora, fortunatamente è stata facile da trovare. Suono al citofono. Sento un "Chi è?" provenire dall'alto (ma usare il citofono fa tanto schifo?). Alzo lo sguardo e vedo una signora sulla sessantina affacciata dal balcone al secondo piano:

-Buonasera, cerco la signora Xxxxx.
-Sono io, chi è lei?
-E' una questione privata, non è il caso che la urliamo per strada.
-Chi è lei?
-Sono qui per le rat...
-Shhhh... apro il portone.

Salgo al secondo piano, la signora è alla porta e mi fa entrare. Le spiego tutta la situazione e lei mi dice:


-Sì, va bene. Sabato pago una rata, ma ora vada via prima che arrivi mio marito che non sa nulla di questa storia.
-Sì, vado via, ma prima ho bisogno di un numero di telefono perché quelli sulla pratica sono tutti sbagliati.
-Vuole il cellulare?
-Sì, va bene.
-Tenga (mi da il cellulare in mano). Trovi il numero che io non me lo ricordo. Ma per favore faccia presto che sta per arrivare.
-Signora, come faccio a trovare il numero?

Si allontana correndo... e torna poco dopo con un blocchetto.

-Ecco il numero, lo copi da qui

Scrivo il numero sulla pratica, la signora era oramai in preda all'ansia.

-Bene buonasera- mi saluta lei
-Ah. non appena effettua il pagamento, mi deve inviare un fax. Ora le lascio un appunto col numero.

Le lascio un foglietto col numero di fax e in quel momento sentiamo aprire la portone. La signora capisce che si tratta del marito e comincia a sudare... e adesso? Non voleva farmi uscire dalla porta perché il marito avrebbe capito che c'era qualcosa sotto. Mi dice velocemente:

-Resti qui in cucina, io chiudo la porta. Ma non appena mio marito passa per andare in camera da letto lei vada via.

Io ero sconvolto, mi sembrava di trovarmi in un qualche film di Lino Banfi ed Edwige Fenech (potremmo intitolarlo L'esattore se la fa con la signora). Comunque entra il marito e sento che si salutano, lui borbotta qualcosa e va a togliersi la giacca in camera da letto. La signora tutta rossa in faccia apre la porta della cucina e mi manda via di corsa.

Non avevo mai vissuto una cosa del genere... ma adesso ho bisogno di tornare in ferie °_°

martedì 31 luglio 2007

Incomprensioni

Stamattina, ultimo giorno disponibile per definire alcune pratiche:

Lei: Senta io non posso venire nel suo ufficio, venga lei qui.
Io: Va bene signora, per fortuna è vicino, posso essere lì in 10 minuti. Dove ci vediamo.
Lei: Io sono al mercato a fare la spesa. Ora sto ai bidoni dell'immondizia.
Io: Signora, mica posso venire al mercato... e poi non so neanche dove stanno i bidoni. Ci vediamo alla pasticceria che sta vicino alla piazza?
Lei: Sì va bene, ma prima devo andare a casa a prendere i soldi.
Io: E ci vuole molto?
Lei: Non molto, abito lontano, ma non tanto lontano (e vabbè, si comincia)

Io: ...

decido di non approfondire

Lei: Comunque rimaniamo così, tra 10 minuti. Io sono una signora grassa.
Io: Come sta vestita signora?
Lei: Disordinata, così come mi trovavo a casa, con i capelli spettin...
Io: Signora!! Che mi interessa se è disordinata. Di che colore.
Lei: Ahhhh! Blu.

Comunque alla fine l'ho incontrata ed è stata molto gentile... :)

martedì 17 luglio 2007

La pecora nera

Un giorno visti gli inutili tentativi di un contatto telefonico, vado a casa di una debitrice. Questa aveva comprato un elettrodomestico, di quelli che vengono venduti a domicilio.

Vado a casa e parlo con lei:

Io: Buongiorno, sono qui per le rate..ecc...ecc...
Lei: Guardi il (nome elettrodomestico) è qui, se lo porti.
Io: Signora, io mica mi posso portare a casa quello che lei non vuole più.
Lei: Io non posso pagare niente, sono uscita dal carcere da qualche giorno.
Io: Capisco, e nessun altro lavora?
Lei: Seeeeee, sono divorziata ed il mio ex-marito è in carcere, il mio attuale compagno è in carcere ed ho due figli in carcere. Con me sta solo mia figlia.
Io: Che non è mai stata in carcere.
Lei: No, lei è brava. Comunque il (elettrodomestico) è qui, è ancora nella scatola.
Io: Scusi signora ma se non lo voleva e non poteva pagare perchè l'ha preso?
Lei: Veramente è venuto il venditore e me l'ha lasciato qui... a me non serviva.

A quel punto ho salutato e sono andato via.
NON T'NEV MANG L'ECCH P'CCHIANG.
(non aveva neanche gli occhi per piangere. Non sono bravo a scrivere il dialetto barese, ma lo metto per dare un tocco internazionale al blog ^_^)